Studio di fattibilità per la progettazione, la realizzazione e la gestione degli interventi di riqualificazione dell’ambito urbano delle Piagge.
Il quartiere delle Piagge, posto alla periferia della città di Firenze in direzione di Pistoia, è costituito in larga misura da grandi complessi residenziali pubblici, cui si contrappongono attrezzature e servizi per il commercio e l’artigianato. L’ambito è caratterizzato da un rigido quadro di vincoli idrogeologici e da problemi connessi con l’inquinamento del sottosuolo, causa la presenza di discariche non monitorate. Da tempo il composito campione sociale insediato nel quartiere richiede un sensibile incremento delle dotazioni di spazi pubblici e incentivi urbanistici che favoriscano la partecipazione di soggetti privati al processo di riqualificazione urbana.
Il Comune di Firenze si è dotato di uno studio di fattibilità per la progettazione, la realizzazione e la gestione degli interventi di riqualificazione nel quartiere.
Il Progetto Guida per la riqualificazione del quartiere delle Piagge, predisposto dall’architetto Giancarlo De Carlo, il Piano Strategico dell’Area Metropolitana Fiorentina e il Piano Strutturale della Città di Firenze formano il quadro di riferimento organico per lo svolgimento dello Studio di Fattibilità.
Lo studio ha per oggetto:
1) la realizzazione delle previsioni contenute nel Progetto Guida per la riqualificazione delle Piagge,
2) l’individuazione di modelli di intervento di tipo innovativo e sperimentale che riuniscano i diversi livelli della pianificazione ora in atto.
Il Progetto Guida prevede sia “interventi di razionalizzazione” del contesto di quartiere, sia “interventi traguardo” per l’intera città di Firenze. Le due tipologie di intervento sono caratterizzate da livelli di complessità e fattibilità tra loro molto diversi che lo studio ha interpretato e misurato.
Assi portanti del Progetto Guida sono:
a) il potenziamento dei sistemi trasversali che uniscono l’abitato alle sponde del Fiume Arno,
b) la formazione di un sistema longitudinale di collegamento veicolare parallelo al Fiume e alla via Pistoiese,
c) la ricomposizione delle aree libere in un unico grande parco urbano.
Lo studio interpreta questo sistema di proposte come un dispositivo di regolazione della trasformazione urbana. Nel nuovo Schema Urbanistico Direttore i sistemi trasversali – caratterizzati dalla previsione di nuovi interventi insediativi – sono identificati come “ambiti operativi”. Gli investimenti in questi settori sono rivolti a sostenere gli interventi pubblici anche nei limitrofi “ambiti complementari” allo scopo di :
1) razionalizzare il sistema della viabilità veicolare e ciclo-pedonale,
2) consentire la realizzazione per parti organiche del nuovo parco urbano,
3) ridurre i costi per la bonifica delle aree inquinate.
29 Dicembre 2007
Pianificazione territoriale