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SH_LT5, Social Housing, struttura semipesante

Milano, Housing Contest:
L’edificio articola 72 appartamenti intorno a 4 blocchi scale/ascensori collegati al livello più basso (autorimessa) e al livello più alto (servizi comuni, cantine e terrazze giardino). L’edificio si spiega attraverso le sezioni: 2 corpi larghi circa 6 metri, disposti su piani sfalsati, sono accostati a una zona intermedia e condivisa. Uno dei due corpi si estende senza soluzione di continuità per tutta la lunghezza del fabbricato; l’altro è intervallato dalla presenza di 4 corti interne. Le corti, dimensionate secondo le indicazioni contenute nel Regolamento Edilizio del Comune di Milano, garantiscono lo sviluppo razionale dei collegamenti verticali e orizzontali e il doppio affaccio a tutti gli alloggi.
All’estremità di questo alternanza vuoto/pieno il sistema delle logge e dei ballatoi sovrapposti unifica anche il secondo corpo di fabbrica evocando il tema sviluppato nella Casa Rustici da Terragni e Lingeri. Attraverso una sola delle 2 rampe che compongono le scale comuni si raggiungono alternativamente i percorsi di distribuzione (interni ed esterni). Gli ascensori sostano ad ogni piano intermedio. Nell’architettura razionalista lombarda il tema dell’edificio a piani sfalsati ha avuto diverse e importanti applicazioni (tra gli altri G. Palanti, casa in Via Pacini a Milano, 1934-1936; G. Terragni, casa Giuliani Frigerio a Como, 1939-1940; P. Bottoni, progetto per 2 edifici Ina-Casa al Qt8 a Milano, 1951). Il tipo distributivo a piani sfalsati può garantire ampie possibilità di articolazione degli spazi abitativi se viene sfruttata la possibilità di disporre gli alloggi più grandi lungo l’intera sezione trasversale dell’edificio. Questo schema è stato utilizzato nell’edificio di van der Broek e Bakema per l’Hansaviertel a Berlino (1957) e più recentemente da Steven Holl in un complesso a Fukuoka (1991). In entrambi questi esempi la distribuzione avviene attraverso una spina centrale (in via esclusiva a Berlino e in via prevalente a Fukuoka). Nell’edificio qui proposto gli elementi distributivi sono alternativamente al centro e su uno dei lati della sezione. Se ne avvantaggiano la flessibilità, la varietà degli schemi aggregativi e il carattere architettonico degli spazi comuni. L’importanza delle corti è enfatizzata dalla presenza di un grande albero intorno al quale si dispongono gli ingressi agli appartamenti e si affacciano gli elementi della circolazione interna. Alla corte si accede da entrambi i lati dell’edificio (direttamente o attraverso un androne), favorendo le relazione con il piano urbano. La disposizione a piani sfalsati consente di differenziare i livelli degli edifici: nel blocco continuo se ne contano 5 (un sesto è il piano dei servizi posto in sommità); nel blocco unificato dal ballatoio esterno se ne contano 4.
Il piano delle autorimesse è ricavato sfruttando l’intradosso del primo piano rialzato. In questo modo gli appartamenti del livello più basso dispongono di giardini privati in entrambi i lati dell’edificio: da una parte come verde profondo, dall’altra come giardino pensile. Tutti gli alloggi sono datati di logge o terrazze giardino (per gli appartamenti più grandi del livello 5) . Nel disegnare i prospetti si è cercato di privilegiare il carattere combinatorio della articolazione tipologica, restituendo un complesso sistema di interferenze, sovrapposizioni, continuità nei sistemi logge/porte finestre/finestre, sia in senso orizzontale che verticale. Il principio è ricavato da alcune sperimentazioni di V. Magistretti (p.es. l’edificio in Piazza San Marco a Milano) da cui si è voluta mutuare anche l’alternanza cromatica tra bianco e rosso mattone.

data

29 Dicembre 2011

categoria

Residenza

tag
Flessibilità degli spazi, Piani sfalsati

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