Logo Logo Logo Logo
  • chi
  • cosa
  • come
  • quando
  • dove
  • chi
  • cosa
  • come
  • quando
  • dove

Pandino, Riuso del Castello Visconteo

Il programma di riqualificazione del Castello, nel quale si inscrive l’iniziativa concorsuale, si pone come obiettivo la ricerca delle misure e delle azioni necessarie ad identificare la residenza viscontea quale elemento di attrazione e quale motore per lo sviluppo culturale, economico e sociale del territorio di Pandino. L’ambito di intervento comprende il Castello, l’arena (interna ed esterna), l’area a ridosso del muro perimetrale (attualmente adibita a parcheggio), la piazza Vittorio Emanuele III, la via Castello e la vicina zona ex-ENEL (nel quale si trasferirà il Comune con la sola eccezione dell’Ufficio del Sindaco, della Segreteria e della Consiliare). Questo ambito primario viene ricompreso entro la più ampia questione delle relazioni (urbanistiche e socio-economiche) tra il Castello, il nucleo storico e l’intero centro abitato. Questa pluralità di confini entro i quali verificare l’efficacia dell’azione progettuale e la coerenza delle misure da adottare è da intendersi come uno degli aspetti più stimolanti dell’operazione concorsuale perchè implica fin dalla fase di approccio un’adeguata risposta progettuale al tema assegnato. Per questa ragione i contenuti della presente proposta prendono avvio da una riflessione intorno alla scala più appropriata per garantire efficacia e coerenze alle azioni e alle misure richieste, allo scopo di innescare un processo virtuoso per la valorizzazione delle risorse insediative di Pandino e del suo territorio. L’ambito di intervento assunto è quello che lega il nucleo storico e il Castello al centro abitato ed il loro insieme al sistema ambientale e paesistico oggi riconducibile al Parco Locale di Interesse Sovracomunale del Fiume Torno. A questa scala appare evidente come gli elementi e i sistemi coinvolti possano definire, attraverso il disegno delle parti e dell’insieme, la nuova identità di Pandino.

L’architettura del paesaggio
Il progetto intende valorizzare le risorse locali fondamentali: il parco locale di interesse sovracomunale raccolto intorno al bacino idrografico del Tormo e il complesso sistema che lega il nucleo antico al Castello. L’intento è quello di produrre una nuova unità paesistica e ambientale. L’idea è quella di importare entro i limiti del centro urbano gli elementi qualificanti il paesaggio rurale: l’acqua, i prati stabili, le piantate. I luoghi scelti per questa operazione sono l’arena esterna del castello, le aree da destinare a parcheggio d’interscambio, le piazze interne, i giardini e gli spazi aperti disposti intorno al recinto urbano. Fortificato da un sistema di connessioni ciclo-pedonali questo dispositivo intende creare una struttura interna al centro urbano caratterizzata sia dalla presenza di spazi aperti pubblici sia dai caratteri fondamentali del paesaggio lombardo di pianura.  In questa prospettiva la trasformazione proposta è in primo luogo una modificazione del significato assunto dai luoghi nel passato recente. Il centro focale della proposta progettuale è costituito dagli spazi che mettono in relazione il castello e il centro storico. In primo luogo l’arena esterna. In secondo luogo il quadrante identificato dalle vie Castello, Stefano da Pandino, cui si appoggiano le Piazze Vittorio Emanuele e Rinascente. Eliminati gli spazi dedicati alla sosta veicolare, questi luoghi si propongono come i motori delle operazioni di valorizzazione e promozione delle specificità pandinesi.
In sé l’operazione è semplice e prevede un doppio movimento:
a) l’articolazione dell’arena esterna in un sistema di stanze a cielo aperto caratterizzate da una precisa vocazione paesaggistica;
b) la riqualificazione di tutti gli spazi aperti pubblici attraverso un disegno unitario e integrato.
Il progetto del castello
La residenza viscontea di Pandino rappresenta uno dei migliori esempi di architettura castellana per la completezza degli elementi architettonici conservati e la ricchezza della storia vissuta. Un intervento all’interno del castello, sulla sua materia, non può che proporsi come intervento esemplare di conservazione attiva. I principi della conservazione attiva puntano a unire la tutela e la salvaguardia della materia tramandata fino al momento presente, con la valorizzazione dei contenuti architettonici, artistici e storico-testimoniali che lo rendono unico e irripetibile. Il progetto opera 3 scelte fondamentali:
1) include tra gli elementi degni di conservazione alcuni interventi recenti nell’ala est che presentano indiscutibili valori architettonici e testimoniali;
2) rimuove le parti realizzate nei restauri del secolo scorso che possono essere giudicate inadatte alla valorizzazione attiva del luogo e delle funzioni da insediare;
3) introduce un nuovo sistema di risalita dal portico al loggiato tramite rampe inclinate, nell’ala ovest, e un sistema di strutture mobili, flessibili e componibile nelle sale superiori dell’ala est.
Flessibilità, leggerezza, reversibilità dell’interventi di addizione sono i criteri utilizzati per dare corpo a quest’ultima operazione.

Sotto il profilo delle funzioni da insediare nel Castello il progetto ipotizza la compresenza di 2 elementi qualificanti:
– il polo culturale ed espositivo incentrato sull’integrazione degli ambienti bibliotecari (opportunamente ampliati e integrati da una mediateca audiovisuale, da laboratori didattici, sale conferenze e spazi per associazioni culturali) con un museo dedicato alla collezione delle opere di Marius Stroppa;
– la vetrina – Pandino intesa come luogo aperto alla promozione, esposizione, comunicazione, produzione delle eccellenze del territorio.
A queste funzioni prevalenti vengono aggregati alcuni spazi destinati :
– all’informazione (di tipo turistico, di avviamento professionale, di introduzione ai temi dell’efficienza energetica, dell’ecologia e della sostenibilità);
– ai presidi amministrativi, ovvero di rappresentanza dell’istituzione di governo locale (dall’ufficio del Sindaco, alla Segreteria, alla Sala Consigliare).
In questa configurazione il programma di intervento prevede la costituzione di un polo attivo, efficiente e produttivo nel cuore del centro abitato, qualificato da funzioni rappresentative capaci di mobilitare sia gli interessi turistico-ludico-ricreativi, sia quelli di tipo produttivo-promozionale-formativo.
Di per sè la residenza viscontea appare come il luogo ideale per la collocazione di queste attività.
Pertanto al progetto di architettura spetta il solo compito di amplificare gli effetti spaziali che possano rendere ancora più attrattivo il programma funzionale. Sia il polo culturale ed espositivo che la vetrina-Pandino sono interessati da una specifica operazione di valorizzazione architettonica degli spazi castellani.

data

29 Dicembre 2009

categoria

Concorso, Spazi pubblici, Teatri/Arte/Cultura

tag
Architettura castellana, Arena, Connessioni ciclo-pedonali, Nucleo storico, Polo culturale

Gritti Architetti

via S. Antonino 11

24122 Bergamo (BG)

ITALY

tel +39 035 213.114

info@grittiarchitetti.it

Gritti Architetti 2023 © | Privacy Policy